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In Italia più morti che nascite, il nostro paese ai vertici della classifica mondiale ed europea: siamo la popolazione più anziana del vecchio continente

Siamo il secondo paese al mondo per longevità e presenza di persone anziane. Oggi in Italia abbiamo più morti che nascite: così pochi figli non si facevano dai tempi dell’Unità d’Italia, mentre la popolazione attiva si riduce progressivamente, e solo l’arrivo degli stranieri può impedire il continuo calo demografico. 

Secondo le stime più recenti di Eurostat in Italia ci sono quasi 14 milioni di over 65, e la metà di questi hanno più di settantacinque anni. L’Italia ha la popolazione più anziana d’Europa, dunque, con il 22,8% del totale che ha più di 65 anni a fronte del 20,3% della media dell’ Ue. 

Questa tendenza all’invecchiamento della popolazione va avanti sin dal dopoguerra, anche se con alcune fasi di rallentamento, nel cosiddetto periodo del “baby boom”. Negli ultimi decenni, però, ha assunto proporzioni ancor più decise, con un’ulteriore riduzione della natalità a partire dal 2010 fino al nuovo picco minimo delle nascite toccato nel 2016. 

L’Italia, insomma, si spopola rapidamente e il nostro è un Paese destinato sempre più a parlare altre lingue, visto che i cittadini stranieri sono 5 milioni. E non è vero che questi ultimi contribuiscono a ringiovanire il Paese, visto che anche la struttura per età degli stranieri comincia a invecchiare (anche gli stranieri man mano che si stabilizzano fanno meno figli e l’età media cresce progressivamente).

La dimensione di questo fenomeno spiega perché l’invecchiamento della popolazione, con i suoi effetti sulla spesa pensionistica e sanitaria e sul mercato del lavoro, sia uno dei principali temi del dibattito demografico, economico e politico.

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