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Senior e cultura un binomio di successo

La chiave si trova all’interno dei Centri Sociali per Anziani

Anziani e tradizione: un binomio ben radicato nella visione comune, che oggi risponde solo in parte all’immagine reale del rapporto fra i senior e gli interessi culturali. 

Nonni sì, certamente custodi di un sapere che viene dal passato, ma anche sempre più fruitori interessati delle più varie offerte del mondo culturale e del tempo libero. I senior sono ormai, da questo punto di vista, un vero e proprio crocevia dove le forme tradizionali della cultura si mescolano al contemporaneo: cinema, teatro, musei, mostre, fiere, turismo culturale, e anche tanto web, cultura digitale, l’infinita offerta che passa attraverso i social, attraverso le riviste online, i blog.

Della tradizione, rimane certo un aspetto fondamentale: la cultura è innanzitutto socialità e scambio. Basta questo a sottolineare quanto siano centrali oggi nella vivacità culturale del popolo senior i Centri Sociali per Anziani. Ed è questo l’aspetto che consente di capire, in gran parte, perché i senior sono uno dei segmenti più dinamici sul piano della fruizione culturale nel nostro Paese: i Centri Sociali per Anziani, è bene non dimenticarlo, sono una delle reti più diffuse e radicate su tutto il nostro territorio, una delle poche realtà capaci di creare un tessuto connettivo in ogni singola dimensione locale. 

A questo si aggiunge l’altro aspetto fondamentale: il tempo libero, risorsa che i senior devolvono, almeno in buona parte, alla cultura. A dimostrarlo bastano alcuni numeri. E’ infatti crescente la propensione degli over 65 per i consumi di qualità, culturali e di benessere, che li rende interpreti di un modello di neo-sobrietà. In poche parole, si concentrano su quei consumi che migliorano la qualità della vita. 

I consumi di qualità dei Senior

Così, ad esempio, i senior spendono in un anno 2,3 miliardi di euro per musei e mostre, 2,2 miliardi per il cinema, 2 miliardi di euro per monumenti e siti archeologici, 1,6 miliardi di euro per il teatro, 1,6 miliardi per i concerti musicali, quasi 600 milioni per discoteche, e balere, 4,9 miliardi per viaggi e vacanze

Tutto questo, proprio grazie alla loro propensione a condividere e stare insieme. Perché la cultura è in primo luogo socialità, condivisione, relazioni sociali, e insieme tradizione e passaggio intergenerazionale (e non è un caso che una buona quota di questi consumi culturali sia condivisa coi nipoti), e infine, voglia di esserci, presenza dinamica nella società, desiderio di imparare e, più che invecchiare, non smettere di crescere.

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