Mondo Over&Senior

Sempre più dinamica, la Silver age è diventata il motore del paese

Roberto Messina, Presidente Senior Italia FederAnziani, ci spiega l’importanza della generazione senior

Senior Italia è nata 15 anni fa col nome Federanziani. In questi 15 anni la società italiana è profondamente cambiata non solo nella sua struttura demografica, economica, sociale, ma anche nelle rappresentazioni delle diverse età e dei ruoli delle generazioni all’interno del sistema.

La vera rivoluzione degli ultimi 15 anni in Italia è stata quella della silver demography, destinata ad andare avanti in modo sempre più accentuato: le previsioni per il 2051 ci dicono che dagli attuali 13,7 milioni di over 65, pari al 22,8% della popolazione, si passerà a 19,6 milioni, che rappresenteranno il 33,2% del totale degli abitanti del nostro paese, ovvero uno su tre. Il futuro, insomma, è dei Senior. 

I loro consumi hanno rappresentato il traino dell’economia negli ultimi 25 anni. E non stiamo parlando solo della White economy, ovvero di tutti quei servizi e quei beni che ruotano attorno alla salute e alle grandi cronicità che interessano gli anziani, ma di quel complesso dell’economia che risponde ai bisogni più disparati della terza età ovvero di viaggi, cultura, tempo libero, tecnologia, sport, socialità, stili di vita. Questo cambiamento riflette una terza età sempre più dinamica, attiva, ricca di interessi, a cui corrisponde anche un cambiamento nell’immagine e nella percezione collettiva. 

Quando si diventa anziani? 

Questa è la grande domanda che ci sentiamo ripetere e che ciascuno di noi intimamente si pone, spostando sempre più avanti quel limite nella percezione di se stesso. È evidente che per gli italiani non si diventa anziani quando si va in pensione o si raggiunge una determinata età, ma quando si diventa dipendenti da altre persone nelle ordinarie attività quotidiane. 

L’autonomia rappresenta, dunque, la base di una nuova longevità attiva, ricca di possibilità. Questa longevità così vitale trova una significativa manifestazione nella base del nostro associazionismo, quello di una federazione che riunisce 3700 centri sociali per anziani, luoghi di aggregazione importantissimi per il tessuto sociale del nostro paese. Nei centri anziani si svolgono non solo attività ludiche e ricreative, ma ci si informa, ci si forma, si cresce e si intrattengono relazioni sociali che sono il principale antidoto all’isolamento, specialmente nei grandi centri urbani. 
Per questo abbiamo scelto un nome – Senior Italia – che non vuole rinnegare l’invecchiamento, ma sottolinearne al contrario l’elemento positivo e vitale: il Senior è colui che è arrivato prima, ed è portatore di esperienza e conoscenza, ma anche sempre più, aggiungiamo, l’inesauribile forza che muove il nostro Paese.

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